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Note storiche su Gagliano del Capo

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Sul costone della Serra dei Cianci, affacciato sul mare Adriatico, sorge Gagliano del Capo, un piccolo ed incantevole paese di circa 6000 abitanti.

Anche questa terra, come tanti altri casali di Terra d'Otranto, è stata protagonista di varie vicende feudali. Durante il dominio angioino (tra il XIII e il XV secolo) divenne feudo di Isolda De Nocera, del milite francese Guglielmo Brunel e di Mariotto Corso. Nel 1495, Gagliano fu concessa da Ferdinando di Aragona alla famiglia Castriota Scanderbegh, i cui discendenti abitarono nel castello di Gagliano, situato accanto alla Chiesa parrocchiale.

Il borgo antico, impostato nel primo medioevo, era circondato da mura, edificate tra il 1413 e il 1421. Divenne rifugio degli abitanti dei casali vicini (Valiano, Misciano, Prusano, Santu Dimitri, San Nicola e Vinciguerra).

Nel secolo XVII il feudo passò ai Conti di Alessano e solo nel 1806 il paese fu sciolto da ogni vincolo feudale. Nel corso dei secoli, Gagliano, pur essendo munito delle Torri costiere come quelle di Montilongo e Novaglie, ha subito i continui attacchi dei saraceni. Nel 1547 il pirata algerino Dragut sbarcava a Salve e attaccava Gagliano facendo ogni sorta di razzia.

Al paese appartengono anche due frazioni: Arigliano e San Dana.

L’etimologia di Arigliano è di provenienza latina da collegare con “ager Galiani”.

S. Dana è un paesetto che prende il nome del santo martire dell’era cristiana. Narra la tradizione che durante un assalto di infedeli, il Santo scappò ma inseguito e raggiunto fu martirizzato in località “Pareddi”. A commemorare tale evento è stata eretta una colonna commemorativa.

Questo estremo lembo d’Italia, che si protende come un ponte verso l'Oriente, si vanta di aver dato i natali al famoso pittore Vincenzo Ciardo (1894 -1970) artista di fama internazionale. Le sue tele di stile neo-impressionista sono intrise di profondo lirismo ed esaltano i paesaggi salentini, caratterizzati dalla presenza dell'olivo, dei sassi, dal mare, dalle bianche casette, dalla geometria dei terreni e dagli incantevoli pleniluni che effondono una luce misteriosa.