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Ponte del Ciolo negli anni '60: le foto della costruzione

Da LECCEsette di martedì 8 settembre 2015

Erano gli anni '60 e si completava la realizzazione della litoranea sulla costa adriatica. Le preziose foto dell'epoca ritraggono la costruzione del ponte in località "Ciolo". Il ponte sospeso, alto circa 26 metri ad unica campata, fu realizzato per unire le due sponde della gola. Il nome Ciolo proviene dal dialetto salentino "Giole" o "Ciole", nome che veniva dato alle gazze ladre che abitavano il canale.

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SENTIERO DEL CIOLO

Proprio al culmine dell'altura di Gagliano che domina il Ciolo, inizia il sentiero che conduce fin sotto la piccola baia, attraversando un paesaggio caratterizzato da pajare e muretti a secco e respirando i profumi della Macchia Mediterranea; ideale non solo per gli appassionati della natura, ma anche per gli amanti del trekking, dello sport estremo e del free climbing.

"La discesa che porta al mare verso il Ciolo, luogo dove i Gaglianesi immergono i loro corpi nelle tiepide acque per bagni salutari durante la stagione estiva e dove i pescatori custodiscono – come risorsa di vita nella pesca – le loro imbarcazioni, si respira l'aria fresca ricca di iodio marino e l'aere profuma di odor di terra e delle piante vergini. Proprio del culmine dell'altura di Gagliano che domina il Ciolo si ammira l'immensa fascia del mare fatto di un azzurro intensissimo le cui acque lambiscono la via come un atto di omaggio alla verginità rimasta intatta, rotta soltanto dal respiro profondo del mare. Il cielo di quest'ultimo paese del Salento fatto di linde casette è come candida rosa aperta nel verde delle campagne col suo cielo che è quello decantato dai poeti - che stilizzano la nostra patria immortale – e nelle sue albe serene, nei suoi tramonti d'incanto che rendono visibili isole dell'arcipelago greco e le coste dell'Albania e nelle sue notti lunari il suo cielo è come un immenso tappeto trapunto da miriadi di stelle luminose ed il suo mare che la circonda pare che canti la sua eterna canzone."
Al Ciolo si può giungere a piedi, lungo un percorso che si snoda per 4km, partendo dal cuore dell'antica Terra di Gagliano. Dal lato sinistro della Parrocchiale, si prende via Monte Grappa, al bivio si svolta a destra in via Novaglie e, pochi metri più avanti, sempre a destra, via Ciolo. Proseguendo diritti, sempre nella stessa direzione, si arriva al fiordo del Ciolo, tra cappelle, edicole votive dedicate alla Madonna di Leuca, - protettrice del Capo - , alberi di ulivo, piante e fiori della macchia mediterranea, muretti a secco e pajare. La Cappella della Madonna di Leuca è la prima che si incontra sul sentiero del Ciolo.

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SENTIERO DELLE CIPOLLIANE

Passo dopo passo, sulla linea di confine tra la terra e il mare, tra le rocce scoscese e il blu intenso del mediterraneo, si percorre il Sentiero delle Cipolliane, adagiando il cammino sull'andatura della costa , a tratti in salita e a tratti in discesa. E' un percorso naturalistico spettacolare quello che inizia lasciandosi alle spalle località "Chiancareddha" e prosegue verso est, in direzione Marina di Novaglie. Il sentiero si snoda lungo un paesaggio mozzafiato a picco sul mare con splendide vedute sulla linea della costa, speroni rocciosi cosparsi di euforbia e fichi d'india. Un susseguirsi di ampie curve, dietro le quali si scorgono, di volta in volta, i testimoni di un vita contadina oramai dimenticata: pajare, muretti a secco e mantagnate, vere e proprie mura di pietre realizzate per riparare la zona costiera, un tempo coltivata, dal vento proveniente dal mare, carico di salsedine.

Di tanto in tanto una panchina in legno ci invita a sedersi per ammirare il magnifico riflesso del sole sulle acque del mare, acceso e scintillante nelle ore del primo mattino, più dolce e soffuso nel pomeriggio. Uno scivolo roccioso accompagnato dalla staccionata in legno, conduce ad uno stretto valico naturale di sassi ammucchiati, dietro al quale si nasconde uno scorcio di Salento che in pochi conoscono. Varcata la soglia del piccolo ingresso, si prova la sensazione di essere infinitamente piccoli dinanzi all'altissima volta rocciosa che si para davanti, da cui un traverso ci porta in discesa a raggiungere uno spettacolare anfiteatro roccioso affacciato sul mare. Siamo all'interno delle Grotte Cipolliane.

Un tempo il mare, che oggi rimbomba infrangendosi sulle rocce a circa 30 metri più in basso, entrava a bagnare le pareti di questi ambienti,
"Lo testimonia la ricchissima documentazione di conchiglie, pecten e rudiste che ricopre interamente la superficie interna dei tre antri scavati naturalmente nella roccia friabile e porosa del Terziario (65 – 1,8 milioni di anni fa). Il riempimento della cavità si caratterizza per la presenza di sabbie e detriti calcarei minuti, associati a industria litica (lamelle a dorso, piccoli grattatoi circolari) risalenti a 9 – 12 mila anni fa) e abbondanti resti faunistici (equidi, bovidi, cervidi, asini selvatici, piccoli mammiferi, uccelli)"

Un tempo il mare, che oggi rimbomba infrangendosi sulle rocce a circa 30 metri più in basso, entrava a bagnare le pareti di questi ambienti,
"Lo testimonia la ricchissima documentazione di conchiglie, pecten e rudiste che ricopre interamente la superficie interna dei tre antri scavati naturalmente nella roccia friabile e porosa del Terziario (65 – 1,8 milioni di anni fa). Il riempimento della cavità si caratterizza per la presenza di sabbie e detriti calcarei minuti, associati a industria litica (lamelle a dorso, piccoli grattatoi circolari) risalenti a 9 – 12 mila anni fa) e abbondanti resti faunistici (equidi, bovidi, cervidi, asini selvatici, piccoli mammiferi, uccelli)"

Il sentiero è accessibile in tre punti dalla litoranea Otranto-Santa Maria di Leuca (SP358):
- Punto A - piazzetta in Località Ciolo, il sentiero delle Cipolliane inizia sulla scogliera, vi si giunge seguendo l'indicazione dell'accesso al mare "Chiancareddha", a ridosso dell'ufficio IAT – Informazione e Accoglienza Turistica.
Punto B – località "Giulicchio" circa 120 m. più avanti rispetto all'ufficio IAT, in direzione Marina di Novaglie.
Punto C – a circa 650m prima di Marina di Novaglie.
Durata del percorso: circa 1h45

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